Nella prima metà del 2011 sembra confermarsi la contenuta formazione di nuovo risparmio mentre si registra un’accelerazione della dinamica degli impieghi, soprattutto a breve termine. I tassi d’interesse continuano la tendenza al rialzo iniziata a metà del 2010, accentuata dalla modifica nell’impostazione della politica monetaria da parte della BCE, che ha aumentato il tasso di riferimento di 25 bp ad inizio aprile e ad inizio luglio, portandolo
dall’1% all’1,5%. E’ proseguita l’azione di rafforzamento patrimoniale delle banche, spinta sia dal mercato sia dalla vigilanza, in previsione anche dei risultati degli stress test di metà luglio, che sono stati superati dai cinque gruppi bancari nazionali coinvolti, tra i quali il Gruppo MPS; a tal fine, sono stati realizzati aumenti di capitale per circa 12 miliardi.
La raccolta diretta, dopo la decelerazione registrata nel 2° semestre 2010, protrattasi fino a gennaio scorso, mostra una stabilizzazione attorno al +2% annuo della crescita annua.
Prosegue il rallentamento per i depositi (da attorno al +6% circa nel trimestre finale del 2010 sino al +0,4% di maggio), attribuibile soprattutto alla dinamica delle pct, comunque in crescita di quasi il 20% annuo a maggio (dal +83,5% di fine 2010), ma pure all’evoluzione negativa dei conti correnti, in flessione crescente dal novembre 2010 (da -0,9% annuo a -3,5%); tale contrazione è rilevante per le società finanziarie, mentre si registra una sostanziale stabilità per le famiglie. A fronte di ciò, aumentano gli stock di obbligazioni (quasi +39 mld rispetto a fine anno), tornati a registrare significativi tassi di crescita anche su base annua (+4,1% a maggio), dopo la flessione evidenziata nel 2° semestre 2010.
Nel 1° semestre i flussi sui fondi comuni confermano l’andamento negativo evidenziato nei mesi finali del 2010.
La raccolta netta è stata, infatti, negativa per oltre 10 mld, concentrata nei fondi obbligazionari e di liquidità (-0,4 mld), a fronte di saldi moderatamente positivi per i fondi flessibili, i bilanciati e gli azionari (per 1,4 mld complessivamente). Lo stock gestito registra una diminuzione del 2,5% rispetto alla fine del 2010; nella sua composizione sono ancora prevalenti i fondi obbligazionari e di liquidità (53,4% del totale del patrimonio dei fondi), seguiti dagli azionari (23,2%) e dai flessibili (16%).
Anche le gestioni patrimoniali hanno iniziato l’anno con una raccolta netta in negativo (per 1,6 mld nel 1° trimestre, relativamente al mercato retail), evidenziando il profilo prudente dei risparmiatori. Il patrimonio in gestione risulta in diminuzione di oltre il 2% sia su base annua che rispetto alla fine del 2010. Tra gli altri prodotti del gestito, si segnala il rallentamento della nuova produzione nel ramo vita della bancassicurazione, che, nei primi cinque mesi dell’anno, resta sotto i 20 mld e registra una diminuzione di oltre il 30% rispetto all’analogo periodo del 2010.
La dinamica dei prestiti bancari è in accelerazione, essendosi portata sopra al +5% annuo rispetto al +4% medio registrato nel secondo semestre del 2010. E’ stata determinata pressoché esclusivamente dalla componente a breve (dal +5,2% annuo di dicembre al +9% circa della prima parte del 2011), riferibile prevalentemente a finanziamenti per scorte e capitale circolante delle imprese, a fronte di una maggiore stabilità dei prestiti con scadenza oltre 1 anno, portatisi comunque attorno al +4% annuo (dal +3,6% del dicembre scorso). Aumenta in misura significativa la crescita dei prestiti ai settori produttivi, che si porta sopra al 5% annuo (dal +2,3% di fine 2010), con il contributo sia delle imprese non finanziarie (da +1,6% a +5,3%) che delle famiglie produttrici (da +9,2% a +11%). A fronte di ciò, si registra un rallentamento nella dinamica degli impieghi alle famiglie consumatrici, che resta comunque sopra al +6% (dal +7,9% medio del 2° semestre 2010): la minore crescita dei prestiti per acquisto abitazioni (dal +7,7% di dicembre 2010 al +6,2%) non è, infatti, compensata dalla maggiore dinamica dei prestiti per altri scopi (dal +8,7% al +10,5%). Nel 1° trimestre il flusso di nuove sofferenze rettificate ha mostrando segnali di rallentamento e il tasso di decadimento è stato pari all’1,8%, in calo di un decimo di punto rispetto all’ultimo trimestre 2010.
I tassi d’interesse bancari confermano l’inversione di tendenza iniziata nella seconda metà del 2010, mostrando un significativo aumento. Nei primi cinque mesi dell’anno il rialzo, infatti è stato di 21 bp per il tasso sui prestiti e di 24 bp per quello sulla raccolta diretta, con, quindi, un leggero restringimento della forbice.